Cinenostrum 2009 – Nicola Piovani in Quintetto

Postato da Ema on 20 luglio 2009

piovani1Si conclude la manifestazione dedicata al compositore romano…

Una settimana dedicata a Nicola Piovani, con l’incontro di apertura e la retrospettiva, si chiude proprio in bellezza con il tanto atteso concerto in quintetto del maestro, che insieme ai suoi musicisti, ha deliziato il pubblico dell’Area Archeologica di S.Venera al Pozzo (Acicatena), affollatissima per l’occasione. L’evento ha permesso inoltre la raccolta di fondi da devolvere interamente al comune di Fossa (AQ), colpito dal terremoto nell’Aprile scorso.
Dopo i dovuti ringraziamenti agli organizzatori e alle autorità presenti, premiazioni e saluti, si abbassano finalmente le luci e la musica diventa l’unica “voce recitante” sul palco.
Lungo applauso per l’ingresso di Piovani in scena. Il maestro apre il concerto con ‘Poeta delle ceneri’, brano (per pianoforte solo) ispirato dall’omonima poesia di Pasolini, poi si passa alla musica per il cinema, ed è inevitabile non far vagare la mente alla ricerca di quei fotogrammi da legare alle note che scorrono e che vivono, per una sera, di vita propria, senza essere forzatamente accostate ai film di Moretti, Taviani, Fellini e Tornatore. Il giocoso motivetto ‘Il pianino delle meraviglie’, inaugura la prima tranche dedicata ai temi tratti delle colonne sonore, al quale hanno fatto seguito brani de ‘La stanza del figlio’ e de ‘La messa è finita’.
Le sonorità sono semplici, pulite, sia nei momenti di leggerezza come per il “Valzer della cioccolata”, che in quelli carichi di tensione; ne sono un esempio il vertiginoso crescendo de ‘Il camorrista’, o l’intricata melodia de ‘Il volo di Icaro’, brano ispirato all’episodio della mitologia greca, insieme a ‘I Dioscuri’, ‘Narciso’, ‘La vendetta degli Dei’ ed ‘Eco’.
Protagonisti della serata insieme a Piovani, i musicisti Marina Cesari al sax e clarino, Cristian Marini alle percussioni e alla fisarmonica, Pasquale Filastò al violoncello e chitarra e Andrea Avena al contrabbasso.
Tra un brano e l’altro, il maestro si diverte a raccontare qualche aneddoto legato alla sua esperienza quotidiana di compositore, ne sceglie uno molto simpatico: la genesi di una melodia, come nasce, come si sviluppa, e come si conclude. <<Proprio la conclusione di una particolare melodia>> - racconta - <<è stato il mio cruccio per tanto tempo, e dopo aver tirato fuori mille volte dal cassetto quel foglio con quelle note… ho deciso di lasciare questa melodia così, sospesa. Ed ognuno di voi potrà decidere quale conclusione assegnarle>>. Da qui nasce ‘La melodia sospesa’, elegante e struggente brano rimasto volutamente “incompiuto”, che lascia lo spettatore in attesa della cosiddetta “tonica” finale…
Poi c’è l’omaggio all’amico Fabrizio De Andrè, con il quale Piovani ha collaborato per ben due album, ‘Non al denaro, non all’amore né al cielo’ e il successivo ‘Storia di un impiegato’. Il compositore ha ricordato come sia attuale ed universale la poetica del cantautore genovese, tanto da omaggiarlo con la ripresa di alcuni brani, arrangiati per l’occasione in versione strumentale. Infine, le musiche de “La Vita e Bella” e de “La voce della Luna”: quest’ultimo, brano velato di dolce melanconia, che richiama immancabilmente alle atmosfere tipicamente felliniane. Piovani commosso dall’affetto dimostrato dal pubblico, ritorna al pianoforte proponendo “Caro Diario”, ritratto delicato ed intimista del film di Moretti.

Congedandosi, promette alla platea, di dedicarsi prossimamente alla composizione di una musica ispirata dal mito di ‘Aci e Galatea’, tanto caro alle nostre terre.

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