Ogni 20 Gennaio, la città di Acireale si ritrova unita a celebrare tra devozione e folklore un culto antico e molto diffuso in Sicilia. La festa assume forme ed espressioni vivaci e talvolta commoventi, che richiama alla mente gli antichi rituali di epoca pagana che hanno preceduto questa celebrazione.
I festeggiamenti sebastianei acesi risalgono già alla metà del Seicento e includevano da programma allegre sfilate ed esuberanti cortei o caroselli, contraddistinti dalla presenza di “gentilhommini ammascarati” ovvero oculatamente travestiti e irriconoscibili. È per tal ragione che la festa di S. Sebastiano contrassegna quasi da calendario un appuntamento fisso per la città, l’inizio del Carnevale. L’antico detto popolare ne è una conferma: “Ppi San Bastiano a maschira ‘nchianu”, per San Sebastiano le maschere sono già in piazza, in dialetto.
Ancor più intrigante è la credenza diffusa un tempo e secondo la quale dopo la festa di S. Sebastiano sia addirittura finito l’inverno, giacchè si tratta del primo Santo la cui statua si può ammirare a torso nudo, “u primu santu nudu”. In occasione della festa il fercolo settecentesco in argento e rame viene portato amorevolmente in processione a spalla da giovani e anziani devoti.
Di particolare festosità è il tradizionale momento atteso ogni anno da una folla di pubblico trepidante, che si riunisce in piazza in occasione dell’uscita del fercolo dalla Basilica, quando i devoti scalzi trasportano con forza correndo tutti sincronicamente, la pesantissima macchina processionale. Finalmente, tra il suono vivace delle campane, l’esplosione di scintillanti fuochi d’artificio e lo stupore della folla, fa ingresso la statua di S. Sebastiano.