Festa della Santa Patrona di Acireale S. Venera

santa-veneraSi dice che la civiltà di un popolo si misuri non solo in termini di prodotto interno lordo ma anche in giorni di festa vissuti, ovvero nell’attitudine di una nazione a vivere momenti di gioia collettiva.
Nondimeno la civiltà greca, conosciutissima più per i suoi momenti di festività che per i giorni dedicati al lavoro, è considerata come la più completa delle civiltà umane.
Anche la città di Acireale conserva e difende ancora oggi, le sue tradizioni storico culturali, religiose e popolari.
I festeggiamenti in onore della Santa Patrona di Acireale S. Venera, sono ogni anno un appuntamento fisso non solo per la città, ma anche per i suoi turisti e quanti vogliono condividere liberi momenti di riflessione gioiosa e corale.
La festività di Santa Venera ha inizio la prima domenica di Luglio e prevede l’uscita esterna, tra le vie della città, delle quattro artistiche candelore.
Si tratta di grandi e variopinti ceri in legno inciso, portate sulle spalle da abili uomini rappresentanti le corporazioni di Arti e Mestieri (calzolai, panettieri, pescivendoli, muratori e artigiani).
Solitamente una vivace orchestra accompagna la caratteristica danzata “annacata”  delle candelore al ritmo di una festosa marcia musicale.
Il reale giorno festivo ricade il 26 luglio, in occasione dell’ inizio dell’estate acese giornata in cui viene portato in processione, sull’argenteo fercolo del 1659, il mezzobusto di Santa Venera costruito dal messinese Mario D’Angelo e dipinto dal pittore Giacinto Platania.
La tradizione narra che la giovane Venera nacque nell’anno 100 d.C. ad Aci Xifhonia esattamente il venerdì santo. La fanciulla educata al Cristianesimo si dedicò in vita, con amore e devozione, ad assistere i malati proprio nell’area delle attuali terme a lei dedicate.
Come accade per i tanti momenti salienti di festa religiosa cittadina, alla fede si unisce il folklore e lo stupore di quanti increduli si ritrovano protagonisti ad ammirare le abili manovre di chi trascina in corsa il fercolo.
Quasi impossibile tentar di descrivere dettagliatamente questi riti di celebrazione popolare, il susseguirsi della processione, le contrastanti emozioni che vive l’animo umano.
La festa si conclude al calar della sera quando un pubblico di gente riunitosi in piazza, saluta il rientro della santa padrona in chiesa.
Il suono gioioso delle campane del Duomo e i suggestivi fuochi pirotecnici che colorano il cielo acese, chiudono il sipario al ritmo di rinomati brani musicali.

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