Il misterioso fascino della festa di San Sebastiano

Festa S. Sebastiano    Annualmente la città di Acireale si ritrova unita a celebrare tra devozione e folklore un culto antico e molto diffuso in Sicilia. La festa assume forme ed espressioni vivaci e talvolta commoventi, che richiama alla mente gli antichi rituali di epoca pagana che hanno preceduto questa celebrazione.
    I festeggiamenti sebastianei acesi risalgono già alla metà del ‘600 e includevano da programma allegre sfilate ed esuberanti cortei o caroselli contraddistinti dalla presenza di “gentilhommini ammascarati” ovvero oculatamente travestiti e irriconoscibili.
    È per tal ragione che la festa di S. Sebastiano contrassegna quasi da calendario un appuntamento fisso per la città,  l’inizio del Carnevale. L’antico detto popolare ne è una conferma: “ Ppi San Bastiano a maschira ‘ nchianu”.
    Ancor più intrigante è la credenza diffusa un tempo e secondo la quale dopo la festa di S. Sebastiano sia addirittura finito l’inverno, giacchè si tratta del primo Santo la cui statua si può ammirare a dorso nudo, “u primu santu nudu”. In occasione della festa il fercolo settecentesco in argento e rame viene portato amorevolmente in processione a spalla da giovani e anziani devoti.
    Di particolare festosità è il tradizionale momento atteso ogni anno da una folla di pubblico trepidante riunitasi in piazza in occasione dell’uscita del fercolo dalla Basilica, quando i devoti  scalzi trasportano, con forza e correndo tutti sincronicamente, la pesantissima macchina processionale.
    Tra il suono vivace delle campane l’esplosione di scintillanti fuochi d’artificio e lo stupore di una folla di fedeli e non, ancora una volta increduli della bravura dei devoti e della loro abile manovra, fa ingresso tra le vie barocche della città e in tutto il suo splendore l’apparizione della Statua di S. Sebastiano.

 

Bibliografia:
Catania e la costa dei Ciclopi, Perle di Sicilia edizioni Affinità Elettve

 

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